
La tematica delle donne e degli uomini genitori che hanno un consumo problematico di sostanze psicoattive è affrontata qui, attraverso una sintesi delle principali sfide e degli orientamenti pratici per i professionisti e le professioniste riguardanti il loro accompagnamento e sostegno.
Informazioni approfondite sulla tematica sono disponibili nei documenti:
Che cosa significa essere genitore e avere un consumo problematico di sostanze?
Il consumo problematico di sostanze psicoattive interferisce con le competenze e le pratiche genitoriali. Il fatto che un genitore consumi sostanze psicoattive non significa necessariamente che sia incapace di assumere il proprio ruolo genitoriale. Tuttavia, alcuni genitori hanno un consumo problematico che può generare uno stile di vita caotico e imprevedibile e impedire loro di garantire ai propri figli un ambiente sicuro e di offrire un contesto di vita strutturante.
Che cos’è un consumo problematico?
Il consumo problematico di sostanze psicoattive è definito come un consumo che comporta conseguenze negative importanti di ordine fisico, psicologico, sociale e interpersonale, finanziario e/o giuridico sia per la persona che consuma sia per la sua cerchia sociale (ACMD, 2003). Tra le persone colpite dal consumo problematico di un individuo, i bambini subiscono generalmente le conseguenze più gravi.
Quali sono gli effetti del consumo problematico sulle competenze e le pratiche genitoriali?
Le competenze genitoriali sono le capacità, le conoscenze e le risorse che un genitore utilizza per rispondere ai bisogni del proprio figlio, sostenerne lo sviluppo e adattare il proprio ruolo di genitore. Le pratiche genitoriali sono le azioni che i genitori compiono quotidianamente per prendersi cura dei propri figli, proteggerli e aiutarli a crescere.
Il consumo problematico può rendere più difficile, per un genitore, rispondere ai bisogni del proprio figlio, che si tratti di cure di base, sicurezza, conforto o regole e limiti. Può anche alterare la relazione genitore-figlio quando il bambino riceve troppa poca attenzione e disturbare l’organizzazione della vita quotidiana. Il genitore può avere difficoltà a mantenere delle routine e a gestire i compiti quotidiani. Il consumo problematico può talvolta anche esporre il bambino a situazioni difficili, come un forte stato di ebbrezza del genitore o atti violenti.
Per approfondire, consultare i «Principali effetti del consumo problematico di sostanze psicoattive sulle competenze e sulle pratiche genitoriali – Una revisione narrativa della letteratura».
Quali sono i rischi per i bambini?

Questa tabella riassume i potenziali effetti del consumo problematico del genitore sullo sviluppo del bambino a diverse età e in quattro ambiti.
Fattori estranei al consumo problematico del genitore possono nuocere allo sviluppo del bambino: la povertà, la disoccupazione, la depressione, la monoparentalità. Cumulati al consumo problematico del genitore, questi fattori aumentano il rischio di conseguenze negative per il bambino.
Quali sono le sfide specifiche delle madri?
Per le madri con un consumo problematico, la genitorialità costituisce al contempo un fattore di vulnerabilità e una fonte di motivazione al cambiamento. Queste madri sono spesso confrontate con una forte stigmatizzazione, un marcato senso di colpa e un carico genitoriale importante, frequentemente assunto da sole, il che genera uno stress che può influire negativamente sul loro benessere. Parallelamente, il loro ruolo genitoriale può rappresentare una motivazione significativa a modificare i propri comportamenti, in particolare per essere un modello positivo per i propri figli.
I servizi di accompagnamento e di trattamento sono spesso percepiti dalle madri con un consumo problematico come spazi di sostegno. Tuttavia, a volte esse vi si sentono anche giudicate a causa della loro triplice condizione di consumatrice, donna e madre. Insieme alla paura di perdere la custodia dei figli e agli ostacoli organizzativi, in particolare la quasi impossibilità di essere accolte in strutture che accettano i loro figli, queste difficoltà possono frenare la loro richiesta di aiuto. Nonostante questi ostacoli, tali servizi rimangono risorse essenziali per sostenere sia la riduzione o l’interruzione del consumo, sia l’esercizio della genitorialità.
Per comprendere le sfide di genere nella genitorialità in situazione di dipendenza, consultare l’articolo «Être parent avec une addiction: à l’épreuve des inégalités de genre» (solo in francese).
Per conoscere nel dettaglio la situazione delle madri con un consumo problematico in Svizzera, consultare il rapporto «Testimonianze di madri in situazioni di dipendenza. Stigmatizzazione, problematiche e raccomandazioni»
Quali sono le sfide specifiche dei padri?
Gli uomini con un consumo problematico sono spesso troppo poco riconosciuti e faticano loro stessi a riconoscersi, nel proprio ruolo di padre, a causa di norme di mascolinità tradizionali, stereotipi sociali o dinamiche familiari che li mantengono a distanza. Nonostante il potenziale motivazionale della paternità, la mancanza di sostegno, di modelli positivi e l’influenza dei pari possono frenare il processo di cambiamento e l’impegno dei padri nella genitorialità.
L’intervento dei servizi professionali influenza le relazioni familiari. Esso tende spesso a prestare meno attenzione alle responsabilità genitoriali degli uomini, rafforzando al contempo quelle delle donne, ciò può frenare l’impegno dei padri e mantenerli ai margini del loro ruolo genitoriale. Tuttavia, i padri seguiti e intervistati esprimono generalmente un forte attaccamento ai propri figli, il desiderio di assumere pienamente il proprio ruolo e il bisogno di spazi per riflettere e discutere sulle proprie responsabilità genitoriali. Il riconoscimento e l’integrazione del ruolo paterno nei percorsi di accompagnamento appaiono quindi essenziali, sia per sostenere l’identità e l’impegno dei padri, sia per favorire l’uguaglianza, alleggerire il carico delle madri e contribuire allo sviluppo armonioso dei figli.
Per comprendere le sfide di genere nella genitorialità in situazione di dipendenza, consultare l’articolo «Être parent avec une addiction: à l’épreuve des inégalités de genre» (solo in francese).
Che cosa possono fare i professionisti e le professioniste?
I professionisti le professioniste possono contribuire a mitigare l’impatto del consumo problematico di sostanze del genitore sul bambino, aiutando i genitori a ridurre i rischi, a sviluppare i fattori di protezione e a promuovere la resilienza. Gli interventi dovrebbero essere attuati in modo preventivo, senza attendere che si manifesti una crisi o dei danni, e i professionisti e le professioniste hanno un ruolo chiave a questo riguardo.
Individuare
Per individuare gli adulti che hanno un consumo problematico di sostanze e che sono genitori, è importante porre SISTEMATICAMENTE la domanda.
«Ha dei figli?»
«I suoi figli vivono con lei?»
Se l’adulto ha dei figli ed è in contatto con loro, è necessaria una valutazione del potenziale impatto sui bambini del problema di consumo del genitore e dei comportamenti ad esso correlati.
Accompagnare e sostenere
L’accompagnamento e il sostegno alla genitorialità dei genitori con un consumo problematico privilegiano il rafforzamento dei fattori benefici e necessari nella vita del bambino, piuttosto che la focalizzazione sul consumo del genitore. L’obiettivo centrale è garantire una stabilizzazione della

Identificare i fattori di rischio e di protezione
I diversi aspetti da prendere in considerazione per la valutazione della situazione sono presentati in questa figura. Si tratta di identificare i fattori di rischio e di protezione e le loro interazioni in tre ambiti: i bisogni per lo sviluppo del bambino; le competenze genitoriali nel rispondere a tali bisogni; l’influenza della famiglia allargata, della comunità e dell’ambiente.
Esempi di fattori di rischio e di protezione.
Come favorire la resilienza?
La resilienza può essere definita come la capacità di resistere o di «rimbalzare» di fronte alle avversità. Gli individui non nascono resilienti, ma lo diventano.
Come diminuire i fattori di rischio e rafforzare i fattori di protezione?
I problemi e le disfunzioni familiari come i litigi genitoriali, e in particolare la violenza (fisica, verbale o sessuale), la perdita di contatto con uno dei due genitori ad esempio in caso di separazione, ma anche l’incoerenza, l’incuria e l’ambivalenza genitoriale sembrano rappresentare il rischio maggiore per il benessere a breve e a lungo termine dei bambini (Velleman & Templeton, 2016). Pertanto, è essenziale promuovere un ambiente familiare sicuro e stabile, sviluppando o preservando i ruoli e i rituali familiari e favorendo al contempo l’armonia all’interno della famiglia.
Di quali competenze hanno bisogno i professionisti e le professioniste per accompagnare queste situazioni?
Per accompagnare queste situazioni, i professionisti e le professioniste possono ricorrere alle stesse competenze e conoscenze di base impiegate per stabilire una relazione terapeutica e fornire consulenza.
Queste competenze sono:
- essere calorosi·e, empatici·che e sinceri·e
- stabilire una relazione terapeutica
- aiutare l’utente o il/la paziente a esplorare le proprie difficoltà
- permettere all’utente o al/alla paziente di porsi obiettivi raggiungibili
- fornire all’utente o al/alla paziente i mezzi per agire al fine di raggiungere tali obiettivi
- accompagnare l’utente o il/la paziente e aiutarlo·a a stabilizzare e a mantenere i cambiamenti
Per accedere a tutte le informazioni su questa tematica, consultare il documento «Genitorialità e consumo problematico di sostanze Principali effetti del consumo problematico di sostanze psicoattive sulle competenze e sulle pratiche genitoriali –Come i professionisti e le professioniste possono accompagnare queste situazioni»
Riferimenti bibliografici :
Advisory Council on the Misuse of Drugs (ACMD) (2003). Hidden harm: responding to the needs of children of problem drug users. ISBN 1-84473 035 2.
Canevascini, M., Kleinhage, E. (2023). Testimonianze di madri in situazioni di dipendenza. Stigmatizzazione, problematiche e raccomandazioni. Dipendenze Svizzera.
Velleman R, Templeton LJ. (2016). Impact of parents’ substance misuse on children: an update. BJPsych Advances. doi:10.1192/apt.bp.114.014449.
Vilpert, S. (2026). Genitorialità e consumo problematico di sostanze – Come i professionisti e le professioniste possono accompagnare queste situazioni. Dipendenze Svizzera.
Vilpert, S., Corvaglia, P. (2026). Principali effetti del consumo problematico di sostanze psicoattive sulle competenze e sulle pratiche genitoriali – Una revisione narrativa della letteratura. Dipendenze Svizzera.